You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La teoria svolge un ruolo cruciale nelle scelte cliniche, nella formazione dei gruppi e nella cultura e politica delle organizzazioni. Sebbene le posizioni teoriche sembrino basate sulla ragione e sull'osservazione, spesso entrano in gioco altre motivazioni – appartenenza, riconoscimento e persino vantaggi concreti come invio di pazienti e posizioni organizzative. Le idee consolidate possono costituire un ostacolo di fronte nuove a prospettive e osservazioni che potrebbero arricchire la teoria e la pratica analitica. Questo lavoro mette in discussione la teoria della sessualità infantile, analizzando criticamente diverse rappresentazioni teoriche dell'infanzia: quelle di Freud, della Psicologia dell'Io, di Melanie Klein e di Jean Laplanche. Sono chiamate in causa sia l'analogia tra infanzia, “primitività” psichica e psicopatologia grave (in particolare la psicosi), sia l'idea che sessualità e aggressività siano le motivazioni primarie ed endogene. Piuttosto che costituire le essenziali “cause prime” fin dall'inizio della vita, esse rientrano in una più ampia gamma di motivazioni rilevanti per la psicoanalisi. Nulla di ciò esclude i concetti fondamentali dell'analisi, come l'inconscio, il processo primario, le relazioni oggettuali, la fantasia, il transfert e la centralità del mondo interno.