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In questo contributo vengono presentate cinque idee-chiave per affrontare le tematiche della guerra e della crisi climatica: 1) l'origine traumatica della psiche, come eco lontana del Big Bang; 2) la tripartizione cervello-mente-psiche, le cui componenti hanno origini diverse ma sono inestricabilmente intrecciate (mente e psiche non sono sinonimi); 3) l'idea di una psiche estesa, intesa come sostantivo e non come aggettivo, che opera tra le persone e le cose; 4) l'estensione delle topiche freudiane a una terza e quarta topica intersoggettiva, e persino a una quinta che sia adatta all'intervento della tecnologia sulla psiche; 5) l'eteronimia dell'Io, composto da diverse persone psichiche. Da qui si sviluppa un narcisismo proto-organico, che funge da difesa contro la disintegrazione ma anche da modello per il funzionamento successivo, tanto nella guerra quanto nella minaccia climatica. Vengono inoltre analizzate le questioni problematiche del leader, della “ragion di stato” e dell'ideologia, per comprendere le quali viene avanzata la proposta di una psicoanalisi estensiva.