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Care Colleghe, cari Colleghi, questo numero della Rivista, oltre ai consueti articoli di peer review, ospita le prime due rubriche a cura della nuova redazione: Note storico-critiche e Dialoghi aperti.
Note storico-critiche, a cura e con l'introduzione di Alessandra Balloni, continua il tradizionale appuntamento con testi importanti del passato. In questo numero accogliamo interventi originali che partono dalla ricorrenza della pubblicazione, nel 1925, di Inibizione, sintomo e angoscia.
Dialoghi aperti è la nuova rubrica di questa redazione che, riprendendo il filo del dialogo tra psicoanalisi e altre discipline, propone un “ambiente” comune per campi di interesse diversi e apparentemente lontani tra loro, ma ugualmente fondamentali nel rapporto con la psicoanalisi. La rubrica si rivolgerà sia al mondo delle discipline artistiche e umanistiche, a cura di Sonia Elizabeth de Cristofaro, sia verso il dialogo con la psichiatria e la cura della sofferenza mentale, condotta da Fabrizio Pavone.
In questo numero, Dialoghi aperti – con l'introduzione di Sonia de Cristofaro – mette in comunicazione e approfondisce il rapporto tra arte e psicoanalisi.
In tema di ricorrenze e di dialogo sono andata cercare alcune pagine del passato.
Nel 1955, in occasione della pubblicazione del primo numero della Rivista di Psicoanalisi, rifondata in quell'anno con questo stesso nome, Cesare Musatti, nella sua “Introduzione”, scrive:
«Questa Rivista nasce per la iniziativa di un gruppo di giovani medici d'ogni parte d'Italia, che già esercitano la psicoanalisi o si accingono ad esercitarla, che hanno formato la loro preparazione nell'ambito della Società psicoanalitica italiana […] hanno convenuto sulla opportunità che gli psicoanalisti italiani abbiano un loro organo scientifico» (3).