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I pazienti che presentano questioni riguardanti il genere ci costringono a un'opera di decentramento rispetto a pratiche e a teorie date per scontate. Due vignette cliniche di pazienti con questioni legate al genere sono qui ripensate a seguito della loro discussione all'interno di un gruppo di lavoro. Lo scopo è rendere conto di come, a partire dalla clinica, tali occasioni di dialogo abbiano permesso di dare voce alla pluralità di identificazioni su cui si costruisce l'identità. La paura della stigmatizzazione dei pazienti da parte della società, potrebbe presentarsi parallelamente nel terapeuta come paura di non essere considerato sufficientemente “ortodosso” dai suoi colleghi rispetto alle teorie di riferimento. In questo senso queste occasioni di dialogo aperto e non giudicante tra colleghi paiono di fondamentale importanza per accedere a un pensiero nuovo e creativo.