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Il lavoro propone una rilettura storico critica di Inibizione sintomo e angoscia che ripercorre l'evoluzione del pensiero freudiano dalla prima teoria dell'angoscia come prodotto di scarto della libido alla seconda teoria dell'angoscia segnale, reazione al pericolo della perdita dell'oggetto. Viene evidenziata la centralità che l'affetto dell'angoscia viene così ad assumere nel pensiero di Freud come chiave del rapporto dell'uomo col mondo. Spunti diversi e apparenti contraddizioni presenti nel testo evidenziano la difficoltà di questa transizione e la tensione dialettica che attraversa il pensiero freudiano.