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Il lavoro prende spunto dal tema freudiano della trasformazione dell'angoscia da “automatica” a “segnale” che inaugura un nuovo modo di funzionare della psiche la quale, da quel momento, può mettere attivamente in atto difese efficaci per non essere più travolta dall'eccesso traumatico. Le funzioni materne di holding e contenimento nell'interazione pre-oggettuale conducono ad una progressiva distinzione all'interno della diade. Quando la separatezza madre-bambino non è stata raggiunta, il processo che porta all'investimento della madre come oggetto d'amore è invece impedito. È ciò che avviene nelle situazioni nelle quali il legame primario non si è stabilito in modo saldo, lasciando l'individuo con “buchi” nella personalità. Questi possono essere coperti da surrogati o pseudo-oggetti attraverso i quali viene cercata una sedazione di stati d'angoscia irrappresentabili e una pseudo-coesione del Sé. Il caso clinico di una paziente che faceva uso di sostanze stupefacenti, in analisi per molti anni, illustra il percorso di trasformazione dell'angoscia parallelamente alla costruzione del legame con l'analista.