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Care colleghe, cari colleghi,
In questo numero di fine anno troverete, oltre agli articoli di testa, tre rubriche redazionali: Note storico-critiche, curata da Alessandra Balloni, propone una riflessione sulla figura e gli scritti di Karl Abraham, uno dei fondatori della nostra disciplina, psichiatra, clinico molto vicino a Freud.
Ricerca e metodo, curata da Rachele Mariani, ci accompagna attraverso il nuovo PDM-3, strumento importante per la ricerca che, in questa ultima edizione, propone un approccio diagnostico nuovo che mette al centro la persona, con particolare attenzione agli stili di personalità e al valore della soggettività nel processo clinico-diagnostico.
Dialoghi aperti, a cura di Fabrizio Pavone, inaugura il dialogo tra psichiatria e psicoanalisi: la sua introduzione fornisce un'ampia e accurata panoramica per questo confronto, tra differenze e punti di contatto, che in questa prima uscita vengono messi in evidenza proprio nella relazione di cura.
Durante il nostro lavoro redazionale, ci siamo resi conto di come i temi presentati nel fascicolo fossero intrecciati tra loro, con un elemento di continuità che metteva insieme, sul filo di un pensiero condiviso, aspetti diversi del rapporto tra psicoanalisi, psichiatria, cura e ricerca.
Conosciamo questi intrecci per averli frequentati molte volte, anche se con qualche discontinuità. È proprio nel rapporto tra continuità e discontinuità che si coglie il rinnovarsi del dialogo e della ricerca verso possibili integrazioni e spazi comuni: la Rivista ne è testimone e memoria.
Dopo la fine della guerra, la Rivista fu rifondata nel 1955, e il primo articolo sul tema del rapporto psichiatria psicoanalisi compare del 1961: “Note di alcuni problemi di psicoterapia analitica in un reparto psichiatrico” di Zapparoli e Ferradini, entrambi psicoanalisti, psichiatri impegnati nelle istituzioni e nel sociale. Gli autori descrivono la loro esperienza di psicoterapia psicoanalitica in un reparto dell'ospedale psichiatrico con paz