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Il diffuso utilizzo delle nuove tecnologie ha trasformato in profondità il modo in cui gli adolescenti vivono e rappresentano la propria esperienza. Nel lavoro tentiamo di delineare due prospettive complementari. Da un lato, una continuità nelle modalità di simbolizzazione dei propri vissuti: anche attraverso i nuovi media – social, blog, serie e manga – gli adolescenti cercano di costruire narrazioni di sé analoghe a quelle che un tempo si affidavano per esempio al diario. Dall'altro, un evidente cambiamento nella qualità della fruizione e del pensiero: la velocità, la frammentazione e la proliferazione degli stimoli digitali promuovono una qualità di esperienza più immediata e meno riflessiva, legata all'eccitamento piuttosto che all'elaborazione. Questa nuova forma di relazione con la realtà è alla radice delle nuove forme psicopatologiche che sempre più frequentemente si incontrano nella clinica psicoanalitica degli adolescenti. Le vignette cliniche presentate illustrano come il rapporto con lo smartphone o con il linguaggio dei manga possa diventare sia difesa dall'angoscia e dal pensiero, sia occasione di trasformazione simbolica. L'analisi di queste esperienze, anche alla luce dei concetti di introiezione estrattiva e di pensiero rifrattivo di Bollas, mostra come la psicoanalisi possa offrire un orizzonte di senso e strumenti per la comprensione e la cura delle forme emergenti del disagio adolescenziale.