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Partendo da un'analisi delle concezioni freudiane sull'azione, il lavoro argomenta su una genesi pragmatica del simbolico a partire dal corpo come complessità incarnata (embodied) mentecorpo, sistema vitale intelligente, generatore e traduttore attivo di segni, linguaggi, simboli e pensieri umani, in grado di interagire con l'ambiente umano. Molti elementi critici nella clinica e nella teoria della psicoanalisi richiedono un aggiornato statuto conoscitivo scientificamente coerente sul corpo e la corporeità. Viene discussa la contrapposizione Körper-Seele nei testi freudiani, e come la costruzione metapsicologica abbia comportato una progressiva evanescenza del corpo nella teorizzazione psicoanalitica. Il concetto di Leib, come esperienza vissuta del proprio corpo, in una connessione unitaria di esperienza soggettiva con il mondo e gli oggetti, appare fecondo per l'integrazione delle interazioni tra corpo e psichismo. Attraverso uno studio dei significanti corporei nella relazione madre-bambino il lavoro approda alla proposta che il corpomente vivente, possa essere visto un sistema condiviso intercorporeo e intersoggettivo organizzatore proto-semiotico e pre-linguistico fondamentale delle strutture semiotiche primarie da cui si avvia la proto-organizzazione del sé corporeo congiunto con l'ambiente.