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In un'epoca in cui la crisi ambientale assume tratti sempre più concreti e minacciosi, la psicoanalisi è chiamata a interrogarsi sul proprio ruolo e sulle proprie risorse interpretative. Il volume curato da Cosimo Schinaia, Contro il catastrofismo. Psicoanalisi in dialogo, Jaca Book, 2025, si colloca nel solco di questa urgenza. Raccogliendo contributi di psicoanalisti, accademici, medici ed esperti di politiche ambientali, il libro propone una riflessione articolata sul rapporto tra inconscio e ambiente, tra crisi ecologica e trasformazioni psichiche. La tesi di fondo è che il catastrofismo – inteso come pensiero apocalittico e paralizzante – non solo non aiuta a fronteggiare l'emergenza climatica, ma contribuisce a inibire la capacità trasformativa del soggetto. La psicoanalisi può e deve offrire una via diversa: una via che coniughi consapevolezza e speranza, elaborazione del lutto e mobilitazione creativa, responsabilità soggettiva e legame comunitario.
Cosimo Schinaia, curatore del volume, è uno psicoanalista noto per il suo impegno nel coniugare psicoanalisi ed ecologia. Già autore di saggi su inconscio e ambiente, Schinaia è anche vincitore nel 2023 del IPA Climate Award per il suo contributo all'approfondimento dei temi ambientali. La sua introduzione al volume è un atto politico e clinico insieme: un richiamo alla necessità di coltivare la speranza non come illusione ingenua, ma come impegno antientropico. Nella sua visione, il catastrofismo rischia di diventare una forma di negazione che maschera il ritiro, il lutto non elaborato, la paralisi affettiva. La speranza, al contrario, è legame: tra soggetto e collettività, tra generazioni, tra clinica e polis.
I riferimenti bibliografici inclusi nella presente recensione sono tratti da quelli già contenuti all'interno del volume (a cura di), Contro il catastrofismo. Psicoanalisi in dialogo. Milano, Jaca Book, 2025.
La psicoanalisi viene così riattivata nella sua dimensione trasformati