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Non è il caso. La vita secondo Edipo è una monografia sintetica, agile ma anche profonda nello stile della micro-collana Tessere della Treccani. Un libricino divulgativo, divertente, scritto con un linguaggio moderno ed emozionante dallo storico del teatro Nicola Fano.
«Quanti Edipo accompagnano la vita di ciascuno di noi?» (9) si chiede Nicola Fano, come incipit della sua rilettura transgenerazionale del mito attraverso le tragedie Edipo re, Antigone e Edipo a Colono, la trilogia sofoclea che descrive come cambiano i nodi critici nel tempo e con l'età del personaggio e dell'autore (il rapporto tra colpa e responsabilità, i conflitti tra padri e figli e tra volontà e destino).
C'è Edipo figlio della colpa di Laio; Edipo neonato rifiutato dai genitori a Tebe e abbandonato sul Monte Citerone; Edipo amatissimo a Corinto dai genitori adottivi; Edipo ragazzo bullizzato da un coetaneo; Edipo giovane che non controlla la sua rabbia e per una banale lite uccide un vecchio sulla strada per Delfi; c'è Edipo che scappa per vivere lontano dal padre Polibo; c'è Edipo intelligente ma gradasso che risolve l'enigma della Sfinge alle porte di Tebe e che crede di poter costruire la sua vita a dispetto del Caso; c'è Edipo re e padre a Tebe; c'è Edipo che scopre di aver vissuto la vita di un altro, di essere sposo di sua madre e padre dei suoi fratelli e si acceca; Edipo che infine riconosce le sue responsabilità, elabora il senso di caducità e cerca la pace interiore, avviandosi alla morte a Colono.
Nicola Fano rilancia poi la domanda su quanti Edipo ci siano nella storia dell'arte e della letteratura, della psicoanalisi, del cinema, del teatro: da Freud, a Stravinskij, a Pasolini filmico, a Francis Bacon. Da Shakespeare al Gabbiano di Cechov, da Film di Samuel Beckett, a Milan Kundera dell'Insostenibile leggerezza dell'essere a Cent'anni di solitudine di Marquez.
Alcuni passaggi sono folgoranti: duemilacinquecento anni i greci «proibivano che fatti di sangue avvenissero sotto gli occhi d