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Idealmente, come l'intersezione di linee immaginarie in un sistema di coordinate, un determinato contenuto trova il suo collegamento con uno spazio e un tempo.
Il 54° Congresso dell'IPA Psicoanalisi: un'ancora in tempi di crisi si è tenuto a Lisbona dal 30 luglio al 2 agosto, presso il Centro Culturale di Belém (CCB). Originariamente destinato a sede della presidenza dell'Unione europea, oggi adibito a polo culturale, il CCB si integra in una configurazione paesaggistica e architettonica multiforme che accoglie edifici e monumenti risalenti a diversi periodi storici. Secondo l'antropologa portoghese Elsa Peralta, questo spazio rappresenta la sintesi simbolica delle memorie pubbliche che costituiscono un complesso di memoria. Ogni luogo di questo spazio mantiene una relazione visiva con gli altri, una condizione che non solo produce la possibilità di incrociare sguardi da diverse angolazioni, ma si traduce anche in una materializzazione di diverse narrazioni storiche, di diverse prospettive.
La differenza di prospettive può essere tanto stimolante, arricchente e promotrice di crescita, quanto generatrice di dilemmi e tensioni, persino di stati confusionali e disorientamento.
Inevitabilmente, questa cronaca nasce da una prospettiva soggettiva, cercando al contempo di offrire una visione d'insieme sul Congresso IPA di quest'anno. Così, attenti all'incrocio di sguardi, il panorama fisico dell'evento funge da punto di partenza figurativo per diverse prospettive.
Alla cerimonia di apertura, Harriet Wolfe ha riferito la notizia dell'elezione del portoghese a quinta lingua ufficiale dell'IPA, creando da lì un ponte di collegamento per riflettere sull'importanza della capacità di interagire in diverse lingue, sia nelle sue dimensioni consce e inconsce, sia in senso lato e ampio al contesto sociale. Harriet Wolfe ha fatto riferimento alla crescente instabilità e
frammentazione del mondo, con l'aumento della violenza a scapito di una comunicazione basata sulla ricerca della co