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Il presente contributo intende esaminare la conflittuale questione del paterno che affliggeva Edoardo Weiss, legittimamente considerato il padre nobile della psicoanalisi italiana. L'ombra del padre si stagliò lungo l'intera vicenda umana dello psicoanalista triestino e, di conseguenza, sui suoi rapporti con i padri/maestri, Sigmund Freud e Paul Federn. Le tesi sostenute dall'A. sono sorrette da documenti inediti, tra cui alcune lettere scambiate tra Edoardo Weiss e Paul Federn, il suo ex-analista, diventato nel tempo un saldo interlocutore teorico e un fidato amico. Quest'anno cade il Centenario della Società Psicoanalitica Italiana e l'A. si interroga sulle eventuali ricadute nello sviluppo del nostro movimento causate, sin dalle origini, dalle complesse dinamiche legate al paterno che hanno assillato il suo più autorevole iniziatore.