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Le origini della Società Psicoanalitica Italiana (SPI), fondata nel giugno 1925 da Marco Levi Bianchini, sono da collocare a cavallo tra le due guerre del Novecento. Si trattò di un processo complesso e tormentato, caratterizzato da una strenua lotta per affermare un pensiero innovativo e moderno in un contesto socioculturale arretrato e ostile, provato duramente dapprima dalla Grande Guerra e poi dalla sciagura del fascismo, che condusse alla diaspora degli psicoanalisti europei. L'articolo esamina la fase pionieristica della SPI, la prima editoria psicoanalitica e la creazione della Rivista Italiana di Psicoanalisi.