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Questo contributo approfondisce le ragioni storiche, concettuali e cliniche che stanno alla base della crescita straordinaria della SPI nella seconda metà del Novecento. L'Autrice individua tre linee di sviluppo: il riferimento alle Opere di Freud nella traduzione e lezione di Cesare Musatti; l'individuazione del sogno come prima forma di pensiero che costruisce la realtà come la rappresentiamo; lo sviluppo originale del concetto di relazione analitica come matrice interattiva del processo psicoanalitico. Viene sinteticamente indicato il contributo fornito dai principali psicoanalisti a questa tematica, per approdare a una vera e propria teoria del funzionamento psichico elaborata da Nino Ferro, che propone di passare da una psicoanalisi dei contenuti a una psicoanalisi che sviluppa l'apparato per pensare, sulla base della concezione di un inconscio in perenne costruzione e trasformazione. Un inconscio che deve essere sognato, includendo elementi insaturi connessi al preverbale, accennati da Elvio Fachinelli come una riserva di elementi sconosciuti in attesa di un ascolto analitico.