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Questo articolo puntualizza solo due esperienze significative dell'attività svolta da me e dall'Esecutivo negli anni 2017-2021. Una scheda riassuntiva alla fine di questo articolo elenca altri risultati raggiunti. Più che di fatti concreti, mi sembra importante riflettere sulle idee e i progetti che hanno ispirato questo Esecutivo e a mio avviso esprimono il delinearsi nel concreto di uno specifico modo di concepire la psicoanalisi e la stessa identità dello psicoanalista.
Il mio lavoro, come Presidente al servizio della Società Psicoanalitica Italiana, e questo articolo nascono dalle riflessioni sul paradossale rapporto che esiste fra la psicoanalisi e l'istituzione che dovrebbe rappresentarla. L'istituzione è una struttura organizzativa che comporta statuti e cioè leggi interne, organizzazioni burocratiche, definisce gli scopi e le finalità da raggiungere e stabilisce le regole e i rapporti tra le persone che ne fanno parte.
La psicoanalisi come disciplina è niente di più lontano da quello che definisce un'istituzione poiché essa è una scienza, sia pure a statuto speciale una prassi clinica e un corpo teorico, ricavato dalla clinica e a essa applicato. Non voglio negare quanto nella prassi, nella relazione con il paziente, ci siano aspetti regolamentati, come ad esempio il setting, ma essi non sono istituzionali. Sono, o almeno dovrebbero essere, dettati dai bisogni di cura del paziente e non dalle imposizioni burocratiche o legali.