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Che miniera di clinica partecipata, di sapienza teorica e di affetti ci offre questo libro di Gérard Le Gouès, che Rossella Valdrè ha curato, introdotto e tradotto in italiano!
Le Gouès, psicoanalista francese scomparso nel 2011, erede della scuola di Pierre Marty, redattore della Revue Française de Psychanalyse, era noto al lettore italiano per l'edizione italiana, curata da Giuseppina Castiglia, del suo libro precedente del 1991 La Psicoanalisi e la vecchiaia, con il quale, questo L'età e il principio di piacere, del 2000, costituisce un “dittico”.
Il sottotitolo del libro è “Introduzione alla clinica tardiva”, ma ciò che si dispiega nei suoi undici capitoli è molto di più; verrebbe da usare la parola “trattato”, se essa non evocasse cose scolastiche, così lontane dal mix di clinica vivente e rigoroso pensiero psicoanalitico di queste pagine.
Le Gouès ha lavorato per larga parte della sua vita professionale con pazienti anziani, anche colpiti da demenza; nel suo studio, ma anche come consulente di istituzioni di cura. Ne ha trattato nel suo insegnamento all'Università di Parigi 5. Come fa notare, occuparsi di invecchiamento, perfino nelle sue forme più estreme di “psicolisi” (per usare un suo neologismo), richiede allo psicoanalista un certo sforzo. Per una psicoanalisi cresciuta nel mito dell‘“infantile”, implica intanto un capovolgimento dello sguardo ostacolato da molteplici resistenze (sostenute dall'angoscia collegata al decadimento, alla castrazione e alla morte). In realtà, quel capovolgimento è in larga misura apparente, dato che le diverse modalità di invecchiamento (che Le Gouès descrive) e, con esse, la capacità dell'anziano e poi del vecchio di affrontare la serie di perdite che l'invecchiamento comporta (di oggetti, di funzioni, di parti del Sé, …) e di adattarsi all‘“acqua bassa” narcisistica
in cui è costretto a muoversi, dipendono in larga misura dalla struttura del suo narcisismo e dall'equilibrio tra investimenti narcisistici e oggettuali costrui