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Care Lettrici, cari Lettori, in marzo, la partecipazione al congresso EPF di Oslo sul tema Neutralità, mi ha fatto pensare a quanto possa essere difficile essere neutrali, anche nella lettura o nella scrittura di un testo, specie se ciò che leggiamo o scriviamo arriva dalla stanza d'analisi.
Neutralità è un termine molto vasto, utilizzabile in diversi contesti e che comprende molteplici dimensioni di significato. Una delle domande emerse, durante i lavori del congresso, riguardava proprio la possibilità di limitare le prospettive concettuali di questo termine e come poterlo utilizzare nella pratica psicoanalitica.
La concomitanza tra il congresso di Oslo e la lettura dei testi di clinica psicoanalitica, che trovate su questo numero, ha fornito il filo conduttore per la costruzione del secondo numero del 2026. Leggerete, oltre agli articoli di peer review, due rubriche curate dai redattori, un interessante focus sul rapporto autori-lettori e un contributo internazionale centrato sui cambiamenti della psicoanalisi in “tempi caotici”.
La rubrica Note storico-critiche, curata e introdotta da Alessandra Balloni, si occupa di un anniversario particolare: un “doppio anniversario” di testi letterari, molto conosciuti e significativi per la psicoanalisi. Insieme ai contributi di colleghi psicoanalisti troverete l'originale lavoro del letterato Valentino Baldi.
In questo numero fa il suo esordio la rubrica Incroci, curata e introdotta da Celestina Pezzola, che ci accompagna nella lettura di un caso clinico commentato da due colleghi di appartenenze teoriche diverse.
È molto importante la presenza di una rubrica come Incroci nella nostra Rivista: l'obiettivo è promuovere un dialogo, ponderato e rispettoso, una lettura che può rappresentare una sfida, mostrando quanto il lavoro analitico debba tollerare l'incertezza per rimanere aperto al cambiamento.
Nel mese di febbraio c'è stato l'incontro della Redazione con il Comitato dei Lettori caratterizzato da un'attiva partecipazione in un