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L'articolo approfondisce il legame tra corpo e psiche, con particolare attenzione alla trasmissione transgenerazionale di traumi non elaborati e alla manifestazione dell'isteria arcaica. Viene analizzato come i sintomi somatici possano emergere come difese sviluppate in risposta a esperienze precoci di angoscia e perdita, radicate nel corpo attraverso conflitti inconsci irrisolti. L'autore esplora la dimensione dell'inconscio incarnato, evidenziando il ruolo dell'analisi nell'integrare corpo e affetti, riattivando la capacità simbolica e relazionale. La riflessione conclusiva si focalizza sul “fratello di rimpiazzo”, intrappolato in un'identificazione alienante con l'oggetto perduto.