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A partire da riferimenti tratti dall'antropologia sulle trasformazioni da uomo in animale e viceversa, viene riportato un caso clinico, che offre lo spunto per riflettere sul transfert e il controtransfert di odio in pazienti caratterizzati da una vulnerabilità del Sè. In particolare viene approfondita la difficoltà, per l'analista, di riconoscere il proprio controtransfert negativo e al contempo il suo importante ruolo evolutivo nel processo analitico.