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Il saggio, a partire da alcune pagine di Mimesis di Erich Auerbach dedicate a Dante, Boccaccio e Virginia Woolf, propone un accostamento metodologico tra strumenti critico-letterari e categorie psicoanalitiche: la dissociazione verrà infatti impiegata come chiave semantica, per toccare uno dei nodi decisivi della teoria della prosa letteraria, che è quello del rapporto tra parti e tutto, tra frammenti e insieme. La “nostalgia” dell'insieme, diventa, dunque, una componente strutturale che, al netto di qualsiasi dissociazione, resta a testimoniare la tensione letteraria alla totalità, che può chiamarsi “senso” oppure “destino”. Attraverso il ricorso a brani tratti da Kleist, Dostoevskij, Pirandello, il saggio mette in dialogo forme letterarie e teorie sulla dissociazione, tentando di sondare nuove strade attraverso cui prolungare lo scambio secolare tra letteratura e psicoanalisi.