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Il paziente, che chiamerò A.1, è un giovane uomo all'inizio degli studi universitari.
Nello stralcio del lavoro che presento è in analisi a quattro sedute alla settimana (lunedì, martedì, mercoledì e giovedì) da poco più di un anno. Ho scelto di proporre il periodo iniziale dell'analisi e le due sedute successive alle prime vacanze estive perché segnalano bene le difficoltà del paziente e il modo in cui si inizia a profilare una trasformazione che darà luogo, nel corso del trattamento, a un lavoro meno caratterizzato da resistenze molto violente al legame con l'analista e da un'ambivalenza intensa nei confronti della specificità terapeutica della psicoanalisi.
Caratteristiche evidenti in particolare nel modo in cui il paziente ha risposto alla sospensione per le prime vacanze estive, che di norma, per me, hanno la durata di due mesi.
Lo invia il suo medico di famiglia, che gli fornisce l'indirizzo del mio studio e il mio precedente recapito telefonico, che al momento dell'invio non è più attivo poiché l'ho da poco cambiato. Al paziente risultò quindi impossibile per qualche giorno entrare in contatto con me. Si risolse pertanto, infine, a effettuare
L'autrice ha preso tutte le misure necessarie per garantire che nessuna delle persone di cui si scrive possa essere identificata da terzi e per ridurre al minimo la probabilità che il paziente o i pazienti si riconoscano.
una decisa scampanellata al mio studio un tardo pomeriggio, ripetuta più volte, tanto che io, anche se mentre lavoro non vado mai al citofono a chiedere «chi è?», preoccupata per il ripetersi delle scampanellate, vado a rispondere.
Il paziente mi dice nome e cognome, cognome del medico inviante e mi chiede il mio numero di telefono esatto. Seguì la sera stessa regolare telefonata e prese avvio la consultazione psicoanalitica.
Il paziente, pur essendo un bel ragazzo, è molto impacciato e un po' rigido. È un giovane di altezza media, minuto, con un'aria “per bene”; dimostra meno anni di qu