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Il dialogo/confronto con la questione della religione, del Sacro, appare centrale lungo l'intero incedere degli itinerari di ricerca freudiani, convergendo con i risultati clinici progressivamente conseguiti. Il realizzatosi accesso esplicativo all'universo psicotico entro cui l'Io perde le proprie linee di demarcazione, consente a Freud anche la comprensione metapsicologica dell'esperienza mistica, con complementari vantaggi nell'approfondimento dell'invece auspicato cammino edipico orientante l'approdo umano alla dimensione simbolica. Il connesso raffronto con la Mistica quale forma di conoscenza, col suo regime epistemologico antiscientifico esemplarmente inquadrante la deviazione teorica di Jung, ulteriormente ne stabilisce il necessario ripudio da parte della psicoanalisi, in nome del “nostro dio Logos”. Riprendere il confronto con la Mistica che presiedette alla fondazione del sapere psicoanalitico, consente l'ineludibile interpellanza critica sul ripresentantesi dialogo fascinatore con essa in atto nel pensiero post-freudiano.