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L'articolo propone una rilettura del saggio di Freud del 1926 che si avvale dell'ipotesi che la genesi del testo possa essere compresa supponendo che esso integri tre diverse ed eterogenee posizioni: il clinico, il teorico e il leader. Il Freud clinico prosegue in questo testo il lavoro di autosservazione e autoanalisi, oltre che la riflessione sui casi da lui osservati nel suo lavoro. Il Freud teorico è attento a registrare le contraddizioni concettuali che sussistono fra le teorie sull'angoscia proposte prima della prima guerra mondiale e quelle scritte negli anni venti. Il Freud leader è preoccupato per le tentazioni dogmatiche e pseudo-filosofiche che registra nel movimento psicoanalitico. Riprende così la critica alle teorizzazioni che si presentano come Weltanschauungen e propone di organizzare su parametri di metodo il futuro della professione e dell'istituzione.