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In questa discussione all'intervento di Giovanni Foresti, l'Autrice ripercorre il saggio Inibizione, sintomo e angoscia soffermandosi su due angolature: il saggio in sé e la scrittura di Freud. Riguardo al primo punto, l'autrice sottolinea come sia riduttivo parlare di “prima” e “seconda” teoria dell'angoscia, rivaluta il ruolo della psicosessualità in Freud e vede, come specifico del saggio, l'ampliamento delle difese dell'Io più che un allontanamento dall'economico e dal pulsionale. Riguardo alla scrittura, si prendono in considerazione i contributi di Derrida e Harold Bloom sul particolare e unico stile freudiano, con un parallelo con lo stile “autosociobiografico” della scrittrice Annie Ernaux.