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Il lavoro esplora il confine tra la dimensione rappresentabile e irrappresentabile dell'angoscia, intrecciando la riflessione freudiana con la metafora della Stanza 101 descritta da Orwell nel celebre romanzo 1984 L'angoscia viene pensata come anticipazione di un possibile trauma, capace di organizzare il mondo interno del soggetto prima ancora che l'evento traumatico si verifichi. Il lavoro approfondisce quelle configurazioni dell'angoscia che eccedono la possibilità di simbolizzazione e minacciano la continuità dell'essere. Il caso clinico presentato permette di esplorare il riemergere di angosce primitive legate ad abbandoni e traumi precoci, riattivate dall'esperienza di separazione. Riprendendo Winnicott, il crollo si configura come qualcosa di già avvenuto ma non è stato mentalmente integrato. La relazione analitica diventa il luogo in cui l'angoscia estrema può essere attraversata, condivisa e progressivamente trasformata.