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L'articolo indaga la funzione del “sogno nel sogno” come modalità specifica di rappresentazione dell'angoscia all'interno del lavoro onirico. A partire dal modello bioniano del pensiero onirico della veglia, il sogno viene inteso come processo autopoietico volto a trasformare stati emotivi non pensabili in elementi rappresentabili. Attraverso un caso clinico, viene esplorata la particolare architettura del sogno nested, caratterizzata da una struttura concentrica e da una dinamica di opposizioni. Tale configurazione consente all'Io di figurare vissuti angosciosi altrimenti privi di forma, aggirando i limiti della rappresentabilità. Il sogno nel sogno viene quindi proposto come dispositivo trasformativo che agisce sulla forma più che sul contenuto, rendendo possibile l'emergere di significati in aree psichiche segnate da conflitto e trauma.