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Dopo la ritraduzione di Costruzioni nell'analisi, edita nel 2024 da Jaca Book con un importante saggio introduttivo di Francesco Barale1, compare ora per Castelvecchi un volume collettaneo dedicato al medesimo scritto, segno della inesauribile fecondità del pensiero di Freud. Il volume, curato da Andrea Bocchiola, psicoanalista SPI, e da Matteo Bonazzi, professore associato di Filosofia morale presso l'Università di Verona, è frutto del lavoro svolto dal Laboratorio di Filosofia e Psicoanalisi del Centro di Ricerca “Tiresia” in collaborazione con la SPI, e inaugura una collana significativamente intitolata “Etiche freudiane”, in cui si intendono pubblicare annualmente ritraduzioni di brevi testi freudiani intese come occasione di rilancio nel dialogo tra le due discipline.
Nell'introduzione al volume, i curatori sottolineano l'importanza di «tornare a leggere Freud» (5) per trovare e ritrovare – potremmo dire costruire e ricostruire – un pensiero etico, a partire dalla scoperta dell'inconscio. Superando la questione dell'attualità/inattualità del corpus freudiano, essi lo intendono piuttosto nel senso della postumità, ossia di una dimensione melanconica e tragica da fine della storia in cui si imponga l'esigenza di una testimonianza critica, viva e trasformativa; postumità va qui intesa come concetto-ponte tra la caducità (Vergänglichkeit) e la posteriorità (Nachträglichkeit), e rimanda alla complessità temporale della costruzione del soggetto. Oltre a ciò, si intende proporre un incontro possibile tra psicoanalisi e filosofia nell'università al di là di una identificazione della prima con uno specifico settore disciplinare, la psicologia dinamica, ovvero di un suo dissolvimento nell'alveo delle varie tecniche psicoterapiche. È infatti una «passione per la speculazione» (8) a contraddistinguere il gesto
Recensito da Rita Corsa sulla Rivista di Psicoanalisi sul numero 4-24.
freudiano inaugurante la psicoanalisi; gesto che certo non si riduce al paradigma storico-ar