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Gli autori, Maria Moscara, psichiatra e psicoanalista, e Giorgio Mattei, specialista in Psichiatria e dottore di ricerca in Lavoro Sviluppo Innovazione, affrontano insieme una questione con cui si confronta il lavoro istituzionale e libero professionale: la consulenza psichiatrica e la consultazione psicoanalitica che, scrivono, «hanno in comune un elemento caratterizzante: si tratta di interventi clinici limitati nel tempo e nella finalità» (37).
Affrontano con grande competenza la questione dei limi del tempo (un solo incontro!), così contrastanti con la dimensione psicoanalitica caratterizzata da trattamenti a lunga durata, e dei limiti della finalità del colloquio, che è quella di dare un'indicazione sulla natura della sofferenza che ha sollecitato la richiesta di consultazione, per indirizzare il potenziale paziente eventualmente a uno specifico curante, o per indicare lo specialista il cui intervento si ritiene necessario per integrare il trattamento in corso, se la richiesta, come accade per la consulenza in ospedale, proviene dal medico che ha in carico il paziente per una sintomatologia organica.
Competenza ed esperienza clinica sono le qualità che emergono con maggiore evidenza dalle articolate argomentazioni che si sviluppano nei diversi capitoli del testo, scritti in modo alternato a seconda delle specializzazioni di Moscara e di Mattei.
Gli autori espongono le teorizzazioni concettuali che consentono di utilizzare con responsabilità l'alea di dare un'indicazione terapeutica sulla base di un unico colloquio e forniscono un'attenta esemplificazione clinica della messa in pratica del loro ampio background di conoscenze.