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Nell'articolo viene discussa la questione dei rapporti fra tipo di causa scatenante e tipo di nevrosi. Premesso che talvolta le cause sono molteplici, e che talaltra cause identiche paiono scatenare sindromi diverse e cause diverse sindromi identiche (per identità solo apparente o parziale delle cause e delle sindromi, per identità di un effetto intermedio, concretamente responsabile, indotto da cause diverse, per differente predisposizione dei soggetti), l'Autore svolge le sue considerazioni assumendo due diverse modalità come passibili di esprimere l'elemento critico. Nella prima viene preso in esame il momento frustrante di una realtà che impone al soggetto una improvvisa perdita, sia privandolo di oggetti fortemente investiti, sia, più frequentemente, provocando l'inaridirsi di fonti di gratificazione nettamente regressive, quali un legame a tipo sadomasochistico o di dipendenza orale; effetto patogeno possiede ugualmente la perdita di oggetti — anche lontani, ideali e disincarnati — con i quali intercorrevano scambi sublimati. Una modalità più rara è rappresentata dal cessare di una condizione di pericolo per quei soggetti, nei quali un determinato rischio costituiva l'elemento di fortificazione contro le pulsioni dell'istinto. Vengono altresì ricordate all'interno della stessa fondamentale modalità, le situazioni in cui il sopravvenire di un improvviso mutamento delle condizioni di vita (tracollo finanziario, improvviso collocamento a riposo, vincita ad una lotteria) riesce patogeno — per l'impossibilità di un investimento, positivo o negativo che sia — in quanto determinato dal cieco svolgersi degli avvenimenti, mentre sarebbero state ben sopportate identiche conseguenze prodotte da interventi e da intenzioni umane quando venga d'un tratto a chiarirsi l'inconsistenza di un modello di valutazione di tipo animistico.
Quale seconda modalità patogena viene presa in esame la frustrazione legata alla impossibilità di progredire, quando questo progresso rappresenta i