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L'A. in questo lavoro si propone lo scopo di studiare che cosa accade in un soggetto nel corso della psicoterapia analitica. L'accento viene messo sullo studio contemporaneo dello svolgersi sia delle manifestazioni psichiche sia di quelle somatiche (sensazioni di calore, cefalee, edemi, funzione urinaria ecc.). L'A. riconduce i due gruppi di manifestazioni ad un'unica causa, vale a dire all'azione delle forze restrittive (ereditarie o acquisite) ostacolanti l'azione di quelle spontanee necessarie allo sviluppo psicofisico dell'individuo.
La psicoterapia è pertanto lo strumento tecnico che, attraverso l'insight, permette al malato di discernere dentro di sé le due forze antagoniste rimoventi e rimosse, ma che permette anche, una volta liberate le energie rimosse dalle immagini parentali rimoventi, di giungere a contatto con le forze restrittive propriamente dette, cioè quelle che indussero Freud a teorizzare “l'istinto di morte”, impressionato come fu dall'azione terapeutica negativa determinata da queste energie.
L'A. cita casi in cui il liberarsi da parte del paziente di queste, che egli chiama, forze restrittive, fu accompagnato da manifestazioni somatiche espressione di un'espansione organica indice di una liberazione delle “forze di accrescimento”. È indicato dall'A. che ció comporta profondi stadi di regressione sotto il controllo dell'analista. La possibilità di constatare e interpretare