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Lo scopo che l'A. si prefigge in questo importante lavoro è di promuovere un nuovo approccio al problema del feticismo. La teoria tradizionale appoggiava le sue basi sui concetti di: castrazione, negazione e scissione. L'A. si propone di sostituire una nuova organizzazione concettuale basata sul ruolo del narcisismo, della regressione e della analità. Egli inizia con un esame degli aspetti discutibili della
prima teoria freudiana sul feticismo e, in primo luogo, il concetto prioritario per il quale, secondo Freud, l'angoscia di castrazione, evocata dalla vista del genitale femminile comporterebbe il suo diniego e lo spostamento della libido sull'oggetto-feticcio. L'A. porta una serie di argomentazioni e di esempi molto convincenti a rendere opinabile questa formulazione teorica di Freud. Anche il concetto di scissione dell'Io appare opinabile, secondo Grumberger per il fatto che una certa scissione dell'Io è un fenomeno universale e in gran parte fisiologico per il funzionamento e l'equilibrio della economia psichica: riguardo a questo aspetto l'argomentazione di Grumberger sembra più debole della precedente fatta al riguardo del diniego della angoscia di castrazione.
L'A. mette successivamente in luce le molteplici connessioni tra feticismo e analità sia per gli aspetti libidici ricollegati all'importanza delle percezioni olfattive sia per gli aspetti aggressivi molto sottilmente colti dall'A. attraverso certe particolari caratteristiche connotate dalla “contenzione-costrizione” reperibili nel rapporto con l'oggetto feticcio, le quali qualificano il rapporto di un particolare controllo sadico, ed infine per gli aspetti di “disindividuazione” del feticcio che appare fecalizzato in quanto anonimo e intercambiabile.
La componente regressiva viene sottolineata dal fatto che il feticcio, in analogia all'oggetto fobogeno, ha caratteristiche vicine all'animale, cosa che permette interessanti correlazioni col totemismo e la superstizione delle reliquie religiose. L'istanza