You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
In Freud il concetto di idealizzazione nasce molto prima di quello di scissione. Per Freud la idealizzazione è legata agli stati narcisistici e viene trattata in chiave economica. L'acquisizione della capacità di sviluppare un rapporto con l'oggetto è connessa da Freud con un impoverimento della libido narcisistica (Freud, 1914, pagina 458). Modello tipico di questa formulazione concettuale è la descrizione che Freud da dell'innamoramento (Freud, 1921, pagina 300). L'idealizzazione viene dunque proposta da Freud come matrice per il rapporto con l'oggetto: quindi il rapporto oggettuale sarebbe comunque debitore di libido narcisistica. Infatti il processo di proiezione dei propri attributi narcisistici (idealizzati) sull'oggetto viene ad essere posta da Freud alla base di qualsiasi operazione di vera relazione: tipico, a questo proposito, il postulato di Freud sulla relazione della madre col figlio maschio come prototipo di una relazione ideale (non ambivalente).
Situazioni analoghe sono prospettate da Freud al di dentro dei movimenti di gruppo: sarà, anzi, lo studio della psicologia delle masse che gli permetterà di chiarire un meccanismo di proiezione di una istanza specifica, l'Ideale dell'Io, come elemento di coesione, come supporto cioè dell'energia libidica che fa da cemento al gruppo stesso. Proprio attraverso la riflessione sulla psicologia delle masse Freud stabilisce un nesso di analogia tra questi diversi rapporti: quello ipnotico, quello di innamoramento e quello del gregario col suo capo.