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Già in un precedente lavoro(1) abbiamo focalizzato le nostre osservazioni cliniche su pazienti che presentavano gravi difficoltà nel passaggio dall'autoerotismo al narcisismo primario. È noto da tempo che ogni stadio organizzato dello sviluppo mentale continua ad esistere, per lo meno in parte, anche quando è sopravanzato dallo sviluppo psichico successivo. Noi vorremmo proporre che, se il livello di funzionamento precoce lasciato dietro le spalle è troppo attivo, può instaurarsi un conflitto intrasistemico: non solo entro l'Io ma anche entro il Super-Io. Il nostro scopo, nello svolgimento del trattamento analitico, è di assicurare l'assestamento narcisistico secondario dei nostri pazienti e lo scambio relazionale.
Proponendo questo punto di vista facciamo riferimento alla processualità suggerita da Freud (ripresa poi, tra gli altri, da Winnicott e Gaddini nello svolgimento di tutta la loro ricerca): a partire dal primo investimento d'organo (autoerotico: Freud, 1915, 28), attraverso l'investimento narcisistico (primario) del corpo come entità totale (Freud, 1914, 458), mentre l'Io si sta organizzando, si arriva al riconoscimento, ricerca e investimento dell'oggetto. Poiché l'investimento oggettuale non può essere continuo, la libido viene ritirata sull'Io (narcisismo secondario: Freud, 1922, 493, 508). In circostanze favorevoli il passaggio è al servizio dell'Io, in caso contrario, se ad esempio la quantità degli stimoli da elaborare è eccessiva, lo sviluppo dell'Io viene bloccato con diverse implicazioni patologiche (Freud, 1914, 445).