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[…] e (il padre) pensa di creare un'immagine mobile dell'eternità […] un'immagine eterna che procede secondo il numero, quella che abbiamo chiamato tempo.
Al centro delle riflessioni contenute in questo lavoro, sono i temi della genealogia del narcisismo e delle sue implicazioni rispetto alla formazione dell'Io e dell'apparato psichico. Esso si fonda su un commento ad alcune pagine di Introduzione al narcisismo, quattro per la precisione (Freud, 1914, 460-4), al termine delle quali Freud presenta l'Io ideale e l'ideale dell'Io come momenti successivi di un'unica formazione psichica di natura narcisistica:
A questo Io ideale si rivolge ora quell'amore di sé di cui l'Io reale ha goduto nell'infanzia. Il narcisismo appare ora spostato su questo nuovo Io ideale che si trova in possesso, come l'Io di quando si era bambini, di tutte le piè preziose qualità. L'uomo […] [n]on vuole essere privato della perfezione narcisistica della sua infanzia e se […] non è riuscito a serbare questa perfezione negli anni dello sviluppo, si sforza di riconquistarla nella nuova forma di un ideale dell'Io. Ciò che egli proietta avanti a sé come proprio ideale è il sostituto del narcisismo perduto dell'infanzia, di quell'epoca, cioè, in cui egli stesso era il proprio ideale (Freud, 1914, 464).