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In questo articolo il mio intento è prendere in esame «La paura del crollo» (; 1963), il fondamentale scritto di Donald Winnicott, e la lettura approfondita che Thomas Ogden (2014) ha proposto di quel testo, concentrandomi in particolare sulla data controversa della sua composizione. Voglio trattare questo aspetto prima ancora di affrontare i temi contenuti nell'articolo e il modo in cui il materiale clinico presentato da Winnicott, da Ogden, e anche da Clare Winnicott (1980) possa essere utile per ampliare la gamma di temi importanti che la tesi di Winnicott permette di esplorare. Vorrei richiamare l'attenzione sulla sua idea principale, a cui si fa spesso riferimento, cioè che la paura del crollo che troviamo nei pazienti in analisi è la paura di un crollo già sperimentato in passato; ritengo che tale familiarità possa aver contribuito a ostacolare una riflessione sui temi più ampi, trattati nell'articolo, come quelli sviluppati da Ogden.
Una nota di Clare Winnicott allegata alla prima edizione del 1974 affermava che l'articolo era stato scritto nell'ultimo periodo della vita di Winnicott; lo ha ribadito nel suo articolo che affronta il tema (1980), indicando gli anni 1970-1971 (C. Winnicott, 1980). Questa affermazione è stata indirettamente avallata da André Green (2010) e, successivamente, da Thomas Ogden1 (2014) che, basandosi sul proprio modo di concepire l'opera di Winnicott nel suo complesso, legge l'articolo come incompleto (p. 210) e preferisce questa datazione a quella (1963) approssimativamente fornita dai curatori di Esplorazioni psicoanalitiche (1989). È probabile che Clare, che era anche uno dei curatori della raccolta, abbia partecipato alle