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In due articoli, pubblicati su questa Rivista rispettivamente nel 2004 e nel 2008, Giovanni Vassalli ha sostenuto in modo convincente che «il Progetto metodologico freudiano può essere ricondotto alla techne, così come la intendevano i greci» (Vassalli, 2004, 963). L'attenzione dell' Autore si focalizza soprattutto sulla natura congetturale della techne greca, con l'obiettivo di mettere in luce quanto fosse importante, anche per Freud, questa dimensione del sapere umano. Più esattamente, Vassalli mostra come l'attività dell' indovinare (in tedesco erraten)-una particolare modalità del pensiero congetturale-rappresenti un momento cruciale del metodo freudiano, la cui importanza, anche a causa di traduzioni fuorvianti, non è stata sempre adeguatamente riconosciuta (Vassalli, 2008, 765).1 Dall'analisi di Vassalli emerge, inoltre, che la techne greca che meglio si presta ad un proficuo confronta con la psicoanalisi è la retorica, soprattutto nella sua formulazione aristotelica: «è grazie alla discussione dei sofisti che si opponevano all idee platoniche che Aristotele è stato portato a postulare accanto alla scienza, Vepisteme, un'attività artigianale, la techne, destinata agli eventi contingenti della vita umana. I sofisti […] avendo a che fare con la casualità